Stalking su Facebook: come documentare gli atti persecutori nel tempo
Messaggi, commenti e profili ripetuti su Facebook possono integrare gli atti persecutori: la prova si costruisce episodio per episodio, ognuno con la sua data verificabile.
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Lo stalking su Facebook si dimostra con una sequenza di episodi ripetuti, ciascuno con data, profilo dell’autore, contenuto e contesto, insieme agli effetti subiti. TrueScreen certifica ogni messaggio, commento o post visibile sullo schermo come acquisizione separata, con data e ora fissate da una marca temporale qualificata. Il peso delle prove lo valuta il giudice caso per caso.
In breve
- Lo stalking su Facebook è il reato di atti persecutori dell’art. 612-bis c.p.: condotte reiterate di minaccia o molestia che provocano un grave e perdurante stato di ansia o di paura, un fondato timore per l’incolumità o un cambio delle abitudini di vita.
- Per Cass. pen., Sez. V, n. 33986/2024 il reato può configurarsi anche con contenuti pubblicati sul profilo di un social network, anche se la vittima non ne è destinataria diretta, purché sia consapevole che possono giungerle, anche tramite terzi.
- La pena è aumentata se il fatto è commesso con strumenti informatici o telematici (art. 612-bis c.p.).
- Le linee guida di Meta prevedono la conservazione dei dati per 90 giorni solo su richiesta delle autorità e prima della cancellazione: conviene rivolgersi presto alle forze dell’ordine e certificare subito ciò che è ancora visibile.
- La querela per stalking si presenta entro sei mesi; prima di presentarla si può chiedere l’ammonimento del questore (art. 8 d.l. 11/2009).
477
procedure di codice rosso attivate dalla Polizia Postale, in prevalenza per stalking e diffusione illecita di immagini intime
Polizia Postale, dati 2025 (poliziadistato.it)
90 giorni
conservazione dei dati da parte di Meta su richiesta delle autorità
Meta, Law enforcement guidelines (meta.com)
Messaggi su Messenger ogni sera, commenti sotto ogni foto, un profilo nuovo dopo il blocco: lo stalking su Facebook quasi mai si esaurisce in un solo contenuto. Gli atti persecutori si dimostrano con la ripetizione nel tempo, e screenshot sparsi nella galleria, senza una data verificabile, raramente bastano a ricostruirla.
Questo approfondimento fa parte della guida: guida sulla diffamazione su Facebook e i post cancellati
Quando messaggi e commenti su Facebook diventano stalking (art. 612-bis c.p.)
Messaggi, commenti e post su Facebook diventano stalking quando si ripetono nel tempo e producono sulla vittima uno degli effetti previsti dall’art. 612-bis del codice penale.
Lo stalking su Facebook è il reato di atti persecutori dell’art. 612-bis c.p. commesso attraverso il social network: minacce o molestie ripetute che provocano nella vittima un grave e perdurante stato di ansia o di paura, un fondato timore per la propria incolumità o per quella di un prossimo congiunto o di una persona legata da relazione affettiva, oppure la costringono a cambiare le proprie abitudini di vita.
TrueScreen certifica messaggi, commenti e post visibili sullo schermo, con data e ora dell’acquisizione.
Condotte ripetute ed effetti sulla vittima
Negli atti persecutori conta la ripetizione: quanti episodi, a che distanza, come si aggravano.
Secondo Cass. pen., Sez. V, n. 33986/2024, il reato può configurarsi anche con la pubblicazione reiterata di contenuti minacciosi o molesti sul profilo di un social network, anche se la vittima non ne è destinataria diretta, purché sia consapevole che possono giungerle, anche tramite terzi.
Va annotato anche l’effetto, come un profilo reso privato o un percorso diverso per andare al lavoro. Un singolo post offensivo, da solo, non basta per l’art. 612-bis, che richiede condotte reiterate. Può rientrare in altri reati come la diffamazione su Facebook, o essere un episodio di una sequenza più ampia: la valutazione spetta all’avvocato.
Lo stalking online e l’aggravante dello strumento informatico
Lo stalking online, o cyberstalking, è lo stesso reato commesso in rete. La pena è aumentata se il fatto è commesso con strumenti informatici o telematici, oppure dal coniuge o da chi è stato legato alla vittima da una relazione affettiva. Lo stesso vale per gli altri social e per le app di messaggistica: la norma parla di strumenti informatici o telematici, non di una piattaforma.
Nel 2025 la Polizia Postale ha attivato 477 procedure di codice rosso, in prevalenza per stalking e diffusione illecita di immagini intime (dati 2025 della Polizia Postale). Per le chat c’è l’approfondimento sullo stalking su WhatsApp.
Perché la prova dello stalking è una sequenza, non un singolo screenshot
La prova dello stalking su Facebook è la sequenza degli episodi, ciascuno con una data verificabile: un singolo screenshot documenta un momento, non la ripetizione che il reato richiede.
Per dimostrare gli atti persecutori servono episodi collegati nel tempo, ognuno datato e attribuibile a un profilo. Uno screenshot fatto a mano non dice quando è stato acquisito né se è stato modificato, e lo screenshot in tribunale da solo non basta. TrueScreen certifica invece ogni contenuto acquisito, con una marca temporale qualificata che ne fissa data e ora.
Ogni episodio con la sua data
Un episodio documentato bene contiene:
- data e ora del contenuto e dell’acquisizione;
- il profilo dell’autore, con nome visualizzato e indirizzo (URL);
- il contenuto completo, senza ritagli;
- il contesto: la conversazione, o il post sotto cui compare il commento;
- una nota separata sull’effetto dell’episodio.
Un profilo falso o un secondo account aperto dopo il blocco si documenta allo stesso modo, partendo dal suo URL; chi ci sia dietro lo stabiliscono le indagini.
Contenuti che spariscono: post cancellati, storie, messaggi eliminati
Post cancellati, storie scadute e messaggi eliminati non si recuperano con una certificazione: TrueScreen certifica ciò che è visibile sullo schermo al momento dell’acquisizione e non accede all’account di altri. Le linee guida di Meta per le forze dell’ordine prevedono la conservazione dei dati per 90 giorni. Proprio perché la richiesta può partire solo dalle autorità e solo prima della cancellazione, conviene rivolgersi presto alle forze dell’ordine.
Ciò che è ancora visibile va certificato subito; se resta solo uno screenshot fatto prima della rimozione, la guida sui post cancellati su Facebook e la diffamazione spiega come trattarlo.
Come TrueScreen certifica ogni episodio con data e ora
TrueScreen certifica ogni contenuto acquisito con una certificazione separata, con data e ora verificabili da terzi: ogni elemento della sequenza ha la propria documentazione.
TrueScreen acquisisce i contenuti alla fonte in un ambiente controllato e chiude la certificazione con un sigillo elettronico qualificato e una marca temporale qualificata, riconosciuti a livello internazionale. Le impronte SHA-256 dei file rendono rilevabile ogni modifica successiva. La certificazione attesta come e quando il contenuto è stato acquisito, non che sia vero né chi gestisca il profilo.
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Acquisire profilo, messaggi e commenti alla fonte
Contenuti Facebook e strumento TrueScreen con cui certificarli, da smartphone o da computer Contenuto Facebook Dispositivo Come si certifica con TrueScreen Conversazione Messenger Smartphone Registrazione dello schermo nella TrueScreen App mentre si scorre la chat Messenger o pagine Facebook Computer Forensic Browser, sulla versione web Profilo, bacheca, post e commenti Smartphone Navigazione certificata (Web Browsing Acquisition) della TrueScreen App, anche su più profili nella stessa sessione Profilo, post e commenti Computer Forensic Browser, con acquisizione mirata o registrazione completa della navigazione Post o commento che rischia di sparire Computer Browser Extension, con screenshot della pagina o video della scheda La TrueScreen App registra lo schermo mentre si scorre la conversazione (chat Messenger certificate). Nel Forensic Browser il Login fatto dentro la registrazione completa resta nel video della sessione; durante la registrazione password e codici di verifica non devono comparire sullo schermo.
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Certificare ogni nuovo episodio quando accade
Ogni nuovo messaggio, commento o contatto va certificato appena possibile. Per un post a rischio di rimozione la Browser Extension è la via più rapida. Ogni certificazione porta la propria data e resta nell’archivio del workspace, consultabile dal Portal; quelle fatte con l’App si trovano anche nella scheda Archivio dell’App.
Se l’autore è già stato ammonito dal questore e commette di nuovo il fatto, si procede d’ufficio e la pena è aumentata (art. 8 d.l. 11/2009). Gli screenshot fatti in precedenza si possono certificare come file, con data certa dal momento della certificazione, non dello scatto.
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Consegnare la sequenza all’avvocato o in questura
La copia di ogni certificazione inviata all’avvocato vale quanto quella in archivio e si può verificare in modo indipendente da TrueScreen, per esempio con il verificatore pubblico delle certificazioni. Ordinate per data, le certificazioni permettono di ricostruire la cronologia degli episodi da portare in querela. I contenuti certificati non vanno diffusi sui social: si consegnano all’avvocato o alle forze dell’ordine.
In caso di pericolo immediato si chiama il 112. Per ascolto e orientamento è attivo 24 ore su 24 il 1522, numero gratuito antiviolenza e stalking.
In conclusione
Lo stalking su Facebook si dimostra con la ripetizione, e la ripetizione si documenta solo se ogni episodio ha la sua data e il suo contenuto completo. Se non c’è un pericolo immediato, certificare messaggi, commenti e profili appena compaiono, prima di segnalare o bloccare, permette di consegnare all’avvocato o alle forze dell’ordine una sequenza ordinata e verificabile, il cui peso resta valutato dal giudice caso per caso. In caso di pericolo la sicurezza viene prima di ogni prova: si blocca, si chiama il 112 e si certifica quando possibile. Per ascolto e orientamento è attivo 24 ore su 24 il 1522, numero gratuito antiviolenza e stalking.
Domande frequenti sullo stalking su Facebook
Quali prove servono per dimostrare lo stalking su Facebook?
L’art. 612-bis c.p. punisce condotte reiterate, quindi la prova è una sequenza di episodi, ciascuno con data, profilo dell’autore, contenuto e contesto, più il racconto degli effetti subiti. TrueScreen certifica ogni contenuto acquisito con sigillo elettronico qualificato e marca temporale qualificata, così ogni elemento ha una data verificabile da terzi. Il peso delle prove lo valuta il giudice caso per caso.
Uno screenshot basta come prova di stalking?
Uno screenshot fatto a mano documenta un solo momento e non dimostra quando è stato acquisito né che sia integro, mentre gli atti persecutori richiedono condotte ripetute (art. 612-bis c.p.).
Segnalare o bloccare il profilo su Facebook basta?
Segnalazione e blocco non sono una querela e possono far sparire i contenuti da documentare: un contenuto segnalato può essere rimosso, e dopo il blocco il profilo e i suoi contenuti possono non essere più visibili. Se non c’è un pericolo immediato, l’ordine prudente è certificare prima, poi segnalare o bloccare. In caso di pericolo la sicurezza viene prima di ogni prova: si blocca, si chiama il 112 e si certifica quando possibile.
Entro quanto tempo si presenta la querela per stalking?
Il termine per la querela per stalking è di sei mesi (art. 612-bis c.p.). Nei reati ripetuti può non essere semplice stabilire da quando decorre: conviene non aspettare e rivolgersi presto a un avvocato o alle forze dell’ordine. Si procede d’ufficio se la vittima è minorenne o con disabilità, se il fatto è connesso a un delitto procedibile d’ufficio o se l’autore è già stato ammonito. Finché la querela non è proposta, la vittima può esporre i fatti all’autorità di pubblica sicurezza e chiedere l’ammonimento del questore (art. 8 d.l. 11/2009).
Fonti e verifiche
Ogni dato e ogni principio citato rimanda alla sua fonte, indicata qui con tipo e data. Link controllati alla data di pubblicazione.
| Fonte | Tipo | Dati | Per che cosa è citata |
|---|---|---|---|
| Art. 612-bis c.p. (Atti persecutori) | Norma | 1930 | definizione del reato, aggravante dello strumento informatico, termine di querela |
| Art. 8 d.l. 11/2009 (Ammonimento del questore) | Norma | 23/02/2009 | ammonimento del questore prima della querela, procedibilità d’ufficio e pena aumentata dopo l’ammonimento |
| Polizia Postale, dati 2025 | Indagine | 2025 | procedure di codice rosso attivate, in prevalenza per stalking e diffusione illecita di immagini intime |
| Meta, Law enforcement guidelines | Documento | 2026 | conservazione dei dati su richiesta delle autorità e limiti per i contenuti cancellati |
Certificare ogni episodio quando accade
Con la TrueScreen App, il Forensic Browser e la Browser Extension ogni messaggio, commento o profilo diventa una certificazione con data e ora verificabili, da consegnare all’avvocato in ordine di data.

Redazione TrueScreen
Questa sezione è curata dalla redazione di TrueScreen, che riunisce competenze di informatica forense, diritto delle prove digitali e conformità normativa. Ogni contenuto è verificato sulle fonti primarie: testi di legge, sentenze pubblicate, norme tecniche e documentazione ufficiale, sempre citate nel corpo del testo.



