Profilo falso su Facebook e sostituzione di persona: come provarlo prima che sparisca
Un profilo con il nome e la foto di un altro può essere un reato, ma la segnalazione a Meta può farlo sparire: la prova va fissata prima.
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TrueScreen acquisisce alla fonte un profilo Facebook falso che usa nome e foto di una persona reale, e la certificazione porta un sigillo elettronico qualificato e una marca temporale qualificata. Se il profilo è ancora online e lo si può fare in sicurezza, la prova va fissata prima della segnalazione: dopo la rimozione non si può più acquisire.
In breve
- L’art. 494 c.p. punisce chi, per procurare a sé o ad altri un vantaggio o per recare un danno, induce qualcuno in errore sostituendosi a un’altra persona o attribuendosi un falso nome o una qualità; la pena è la reclusione fino a un anno, se il fatto non costituisce un altro delitto contro la fede pubblica.
- L’uso di foto e dati altrui può rilevare anche come trattamento illecito di dati (art. 167 d.lgs. 196/2003), che richiede un nocumento e un dolo specifico.
- La conservazione dei dati da parte di Meta per le indagini si richiede tramite le autorità: le linee guida di Meta per le forze dell’ordine prevedono 90 giorni su loro richiesta e, per un contenuto cancellato, solo se la richiesta arriva prima della cancellazione.
- Facebook consente di segnalare un profilo che finge di essere un’altra persona dal menu del profilo, con la voce per segnalarlo, o anche senza account con il modulo del Centro assistenza: una volta rimosso, il profilo non si può più certificare.
Si pensi a Giulia: un’amica la chiama per un messaggio che le chiedeva soldi, mandato da un profilo Facebook falso con il nome e la foto di Giulia. È lo scenario tipico della sostituzione di persona su Facebook, una forma di furto di identità digitale che colpisce anche chi non ha mai perso l’accesso al proprio account. Quando vengono chieste somme, possono rilevare anche altri reati, da valutare con un avvocato.
Segnalare il profilo a Meta può portare alla sua rimozione, ma con il profilo sparisce anche la prova, come succede con i post cancellati su Facebook. Quando lo si può fare in sicurezza, l’ordine utile è un altro: prima acquisire e certificare, poi segnalare e denunciare.
Questo approfondimento fa parte della guida: la guida sulla diffamazione su Facebook e i post cancellati
Quando un profilo falso è sostituzione di persona (art. 494 c.p.)
Un profilo falso su Facebook può integrare la sostituzione di persona quando usa l’identità di un’altra persona per ingannare chi lo vede.
L’art. 494 del codice penale punisce chi, per procurare a sé o ad altri un vantaggio o per recare un danno, induce qualcuno in errore sostituendosi a un’altra persona o attribuendosi un falso nome o una qualità. La pena è la reclusione fino a un anno, se il fatto non costituisce un altro delitto contro la fede pubblica.
Nome e foto di un altro usati per ingannare
Il caso più netto è il profilo Facebook clonato, con nome e foto di una persona esistente: i contatti credono di parlare con lei.
Un nickname di fantasia, frequente sui social network, di per sé non riprende una persona reale: se vi sia reato dipende dall’inganno e dallo scopo, da valutare con un avvocato. Diverso è l’account violato, in cui qualcuno entra nel profilo autentico: lì si valuta l’accesso abusivo a un sistema informatico.
Quando si aggiungono diffamazione o trattamento illecito di dati
Se il profilo falso pubblica contenuti che ledono la reputazione della vittima, può entrare in gioco la diffamazione: la guida sulla diffamazione su Facebook spiega come documentare post e commenti. L’uso di foto e dati altrui può rilevare anche come trattamento illecito di dati (art. 167 del Codice privacy), che però richiede un nocumento e un dolo specifico, da verificare con l’avvocato.
Cosa serve per dimostrare che il profilo esisteva
Per provare una sostituzione di persona su Facebook bisogna dimostrare che il profilo esisteva, con il suo indirizzo, e chi imitava, confrontandolo con la persona reale.
Un profilo clonato su Facebook può sparire da un giorno all’altro, e uno screenshot non dice quando è stato acquisito né se è stato ritoccato. TrueScreen acquisisce invece il profilo in un ambiente controllato e attesta come e quando è stato acquisito.
Profilo, foto, post e contatti da fissare
| Elemento | Cosa dimostra | Come si fissa |
|---|---|---|
| URL e nome del profilo | Che il profilo esisteva e dove | Acquisizione della pagina, con URL, data e ora |
| Foto del profilo e di copertina | L’uso dell’immagine della persona reale | Acquisizione della pagina intera |
| Post e foto pubblicate | Cosa il profilo diceva a nome della vittima | Acquisizione dei post o registrazione della navigazione |
| Messaggi e richieste ai contatti | Chi è stato ingannato e come | Certificazione delle chat da parte di chi le ha ricevute |
| Profilo autentico della vittima | Il termine di confronto | Acquisizione nella stessa sessione |
Se i contenuti del profilo falso compaiono solo dopo il Login, il Login si fa dentro la sessione di acquisizione, per esempio in una registrazione completa del Forensic Browser o in una Web Browsing Acquisition della TrueScreen App, così l’accesso fa parte di ciò che viene registrato; password e codici non vanno mostrati sullo schermo. Gli screenshot già fatti si possono certificare come file, con data certa dalla certificazione, non dallo scatto.
Perché segnalarlo a Meta prima di acquisirlo può far perdere la prova
Segnalare il profilo prima di averlo acquisito può comportare la rimozione anche della prova. Facebook permette di segnalare un profilo che finge di essere qualcun altro dal menu del profilo, con la voce per segnalarlo, e anche senza account, tramite il modulo dedicato (Centro assistenza).
La conservazione dei dati da parte di Meta per le indagini si richiede tramite le autorità: le linee guida di Meta per le forze dell’ordine prevedono 90 giorni su loro richiesta e, per un contenuto cancellato, solo se la richiesta arriva prima della cancellazione. Se il profilo è ancora visibile e lo si può fare in sicurezza, conviene fissarlo con TrueScreen prima di segnalarlo. Se però i messaggi del profilo mettono in pericolo o sfiniscono, viene prima la propria tutela: ciò che è già stato conservato resta utile. In caso di minacce o pericolo immediato ci si rivolge subito alle forze dell’ordine.
Come TrueScreen acquisisce un profilo falso
TrueScreen acquisisce il profilo Facebook falso alla fonte, prima che venga rimosso, e la certificazione porta un sigillo elettronico qualificato e una marca temporale qualificata, riconosciuti a livello internazionale.
Dopo l’acquisizione forense vengono la verifica dei dati, il report tecnico e la certificazione, e le impronte SHA-256 dei file rendono rilevabile ogni modifica successiva.
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Acquisire il profilo alla fonte
Da computer si usa il Forensic Browser, che avvia ogni acquisizione con dati di navigazione puliti ed è la scelta indicata quando la controparte potrebbe contestare come è stato acquisito il profilo. Da telefono la TrueScreen App registra in video continuo la navigazione certificata (Web Browsing Acquisition), che può coprire nella stessa sessione il profilo falso e quello autentico. Quando conta la rapidità, la Browser Extension per Chrome ed Edge acquisisce la pagina o un video della scheda.
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Certificare post, messaggi e contatti avvicinati
Ogni post del profilo falso va acquisito con il suo indirizzo. I messaggi mandati ai contatti stanno nelle loro chat, e TrueScreen non accede ad account altrui: chi li ha ricevuti, se è d’accordo, può certificarli dal proprio dispositivo, registrando lo schermo con la TrueScreen App mentre scorre la conversazione Messenger, o con il Forensic Browser sulla versione web (chat Messenger certificate). Le certificazioni restano nell’archivio del Workspace di chi le ha fatte, consultabile dal Portal.
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Segnalare a Meta e denunciare
Una volta certificato il profilo, lo si può segnalare a Meta e rivolgersi alle forze dell’ordine o alla Polizia Postale, anche tramite il Commissariato di PS Online, per segnalare i fatti o avviare la denuncia. Su forma dell’atto e su eventuali altri reati, che possono avere termini brevi, conviene sentire subito un avvocato. La copia mandata all’avvocato vale quanto quella in archivio e si può verificare in modo indipendente da TrueScreen, per esempio con il verificatore pubblico. I contenuti certificati non vanno ripubblicati sui social: si consegnano all’avvocato o agli inquirenti.
In conclusione
Un profilo Facebook con il nome e la foto di un’altra persona può integrare la sostituzione di persona, ma la segnalazione a Meta, se arriva per prima, può portare via la pagina che lo dimostra. Se il profilo è ancora visibile e lo si può fare in sicurezza, conviene acquisirlo e certificarlo, e solo dopo segnalarlo e presentare la denuncia; i messaggi ricevuti dai contatti li può certificare, se è d’accordo, chi li ha ricevuti, dal proprio dispositivo. La certificazione attesta come e quando il profilo è stato acquisito, non chi lo gestisce: identificare l’autore spetta alle indagini, e il peso della prova lo valuta il giudice caso per caso. Su forma dell’atto e su eventuali altri reati conviene rivolgersi subito a un avvocato.
Domande frequenti sulla sostituzione di persona su Facebook
È reato creare un profilo falso su Facebook?
Dipende da come il profilo fake viene usato: l’art. 494 c.p. prevede la reclusione fino a un anno per chi induce qualcuno in errore sostituendosi a un’altra persona, per ottenere un vantaggio o arrecare un danno. La Cassazione (Sez. V, n. 4413/2018) ha confermato la condanna di chi aveva usato la foto di un’altra persona come immagine del proprio profilo.
Si può denunciare un profilo falso che non esiste più?
Sì, la denuncia si può presentare anche se il profilo è stato rimosso. Una prova acquisita quando era online aiuta a verificare i fatti, ma una certificazione TrueScreen attesta ciò che è visibile al momento dell’acquisizione: un profilo già cancellato non si può più certificare. Restano utili gli screenshot fatti prima, da certificare come file, l’indirizzo del profilo e i messaggi ancora presenti nelle chat dei contatti.
Si può risalire a chi ha creato un profilo Facebook falso?
Risalire all’autore spetta alle indagini, e la conservazione dei dati da parte di Meta si richiede tramite le autorità. TrueScreen non identifica chi c’è dietro un profilo e non accede ad account altrui: certifica come appariva il profilo e quando è stato acquisito, un elemento da allegare alla denuncia.
Come si certifica un profilo Facebook falso?
Con TrueScreen il profilo si acquisisce mentre è ancora online: con il Forensic Browser da computer, con la navigazione certificata della TrueScreen App (Web Browsing Acquisition) da telefono o con la Browser Extension. La certificazione porta un sigillo elettronico qualificato e una marca temporale qualificata e si verifica in modo indipendente da TrueScreen; il peso della prova lo valuta il giudice caso per caso.
Fonti e verifiche
Ogni dato e ogni principio citato rimanda alla sua fonte, indicata qui con tipo e data. Link controllati alla data di pubblicazione.
| Fonte | Tipo | Dati | Per che cosa è citata |
|---|---|---|---|
| Art. 494 c.p. (Sostituzione di persona) | Norma | 1930 | definizione del reato e pena |
| Art. 167 d.lgs. 196/2003 (Trattamento illecito di dati) | Norma | 30/06/2003 | possibile ulteriore profilo per l’uso di foto e dati altrui, con nocumento e dolo specifico |
| Facebook, modulo di segnalazione di un profilo che finge di essere qualcun altro | Documento | 2026 | segnalazione di un profilo falso anche senza account |
| Centro assistenza Facebook, segnalare un profilo che finge di essere qualcun altro | Documento | 2026 | procedura di segnalazione dal menu del profilo |
| Meta, Law enforcement guidelines | Documento | 2026 | conservazione dei dati su richiesta delle autorità e limiti per i contenuti cancellati |
| Commissariato di PS Online | Documento | 2026 | canale della Polizia Postale per segnalare i fatti o avviare la denuncia |
Fissare il profilo falso prima di segnalarlo
Con il Forensic Browser, la TrueScreen App e la Browser Extension il profilo e i suoi post diventano certificazioni con data e ora verificabili, e chi ha ricevuto i messaggi può certificarli a sua volta: tutto da consegnare all’avvocato o agli inquirenti.

Redazione TrueScreen
Questa sezione è curata dalla redazione di TrueScreen, che riunisce competenze di informatica forense, diritto delle prove digitali e conformità normativa. Ogni contenuto è verificato sulle fonti primarie: testi di legge, sentenze pubblicate, norme tecniche e documentazione ufficiale, sempre citate nel corpo del testo.



