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Account Facebook hackerato: cosa fare e come provare ciò che è stato pubblicato a proprio nome

Dalla messa in sicurezza con le procedure di Meta alla denuncia: quali contenuti pubblicati a nome della vittima conviene fissare, con quale strumento e in che ordine.

Redazione TrueScreenPubblicato il 8 minuti di lettura

TrueScreen certifica post, messaggi e richieste di denaro pubblicati o inviati da un account Facebook hackerato, con un’acquisizione forense, un sigillo elettronico qualificato e una marca temporale qualificata. Prima si mette in sicurezza l’account con le procedure di Meta; poi, se i contenuti sono ancora visibili e farlo non ritarda il recupero, se ne conserva una prova verificabile.

In breve

  • Il recupero passa dalla procedura ufficiale di Meta su facebook.com/hacked, da aprire digitando l’indirizzo e non da link ricevuti; chi offre il recupero in cambio di denaro o di codici va ignorato.
  • L’art. 615-ter c.p. punisce l’accesso abusivo a sistema informatico con la reclusione fino a tre anni: nell’ipotesi base si procede a querela della persona offesa, negli altri casi d’ufficio.
  • Le linee guida di Meta prevedono la conservazione dei dati per 90 giorni su richiesta delle autorità (la vittima non può farla), e per un contenuto cancellato solo se la richiesta arriva prima della cancellazione.
  • La segnalazione al Commissariato di PS Online non sostituisce la denuncia, che si può presentare anche senza prove.
  • Una certificazione TrueScreen attesta come e quando un contenuto compariva sul profilo, non chi l’ha scritto: TrueScreen non recupera l’account né il denaro, non accede ad account altrui e non identifica l’autore.

90 giorni

conservazione dei dati da parte di Meta su richiesta delle autorità

Meta, linee guida per le autorità

3 anni

pena massima per l’accesso abusivo a sistema informatico nell’ipotesi base

art. 615-ter c.p., Normattiva

94.000+

segnalazioni ricevute dal Commissariato di PS Online nel 2025

Polizia Postale, dati 2025

Di un profilo Facebook hackerato spesso si accorgono prima gli altri: un amico chiede conto di un messaggio mai scritto o di una richiesta di soldi urgente. Mentre il titolare prova a rientrare, l’account parla a suo nome, e quando l’accesso torna una parte di quei contenuti può essere già sparita.

Chi si ritrova a dire «mi hanno hackerato Facebook» ha due compiti, in quest’ordine: mettere in sicurezza l’account e poi, se possibile, conservare una prova di ciò che è stato pubblicato o inviato.

Questo approfondimento fa parte della guida: la diffamazione su Facebook e i post cancellati

Cosa fare subito quando l’account Facebook viene violato

Prima si mette in sicurezza l’account; la documentazione viene dopo e non deve ritardare il recupero. Il primo passo è la procedura ufficiale di Meta su facebook.com/hacked:

  1. aprire facebook.com/hacked digitando l’indirizzo, non da link ricevuti, e seguire le indicazioni di Meta;
  2. una volta dentro, disconnettere le sessioni sconosciute, cambiare password e attivare l’autenticazione a due fattori;
  3. avvisare i contatti di ignorare messaggi, link e richieste di denaro;
  4. se ci sono soldi in gioco o sull’account erano salvati dati di pagamento, contattare subito la banca e la Polizia Postale, senza aspettare di documentare;
  5. una volta messo in sicurezza l’account, se un post dell’hacker è ancora visibile e lo si può fare senza ritardare il recupero, certificarlo prima di cancellarlo.

Il recupero con le procedure di Meta

Per recuperare un account Facebook hackerato o rubato, il percorso può cambiare a seconda della situazione (per esempio se sono stati modificati email o numero): si seguono le indicazioni che Meta mostra, anche nella pagina di assistenza di Meta sugli account compromessi. Sono i canali indicati da Meta: chi offre il recupero in cambio di denaro o di codici va ignorato.

Avvisare i contatti

I contatti vanno avvisati da un canale diverso da Facebook, perché non paghino, non aprano link e non inoltrino codici ricevuti per SMS. Chi ha ricevuto messaggi dall’hacker, se è d’accordo, può certificare con TrueScreen solo quella conversazione dal proprio telefono, con la registrazione dello schermo (screen recording) nella TrueScreen App. Per chi ha già pagato, le prove da raccogliere sono quelle della richiesta di pagamento da un contatto conosciuto.

Perché documentare ciò che compare a nome della vittima

I post e i messaggi che l’hacker pubblica o invia a nome della vittima possono sparire durante il recupero, e senza una prova può restare la parola del titolare contro quella di chi è stato ingannato.

Post, messaggi e richieste di denaro inviati a nome della vittima

I segnali più evidenti sono post e messaggi che il titolare non ha scritto e modifiche a password o email che non ha fatto. Possono sparire per mano dell’hacker, per una rimozione di Meta o perché la vittima li cancella appena rientra. Come per i post cancellati su Facebook, un contenuto si documenta meglio finché è online: dopo la rimozione non si può più acquisire e certificare, anche se altri elementi possono restare utili.

Accesso abusivo (art. 615-ter c.p.) e denuncia

L’art. 615-ter del codice penale punisce l’accesso abusivo a sistema informatico con la reclusione fino a tre anni; l’avvocato valuta se vi rientri l’ingresso in un account social. Nell’ipotesi base si procede a querela della persona offesa, negli altri casi d’ufficio. Se l’account è stato usato per spacciarsi per la vittima o per chiedere soldi ai contatti, possono concorrere altri reati, come la sostituzione di persona o la frode informatica con indebito utilizzo dell’identità digitale.

I termini per la querela sono brevi: conviene rivolgersi presto a un avvocato o alla Polizia Postale. Le linee guida di Meta per le autorità prevedono la conservazione dei dati per 90 giorni su richiesta delle autorità (la vittima non può farla), e per un contenuto cancellato solo se la richiesta arriva prima.

Come TrueScreen certifica le prove di un account violato

TrueScreen certifica post, commenti e conversazioni Messenger di un account Facebook hackerato con un’acquisizione forense: ogni certificazione porta un sigillo elettronico qualificato e una marca temporale qualificata, riconosciuti a livello internazionale. Il peso della prova certificata lo valuta il giudice caso per caso. La certificazione attesta come e quando un contenuto compariva sul profilo, non chi l’ha scritto né che sia vero. TrueScreen non recupera l’account né il denaro, non accede ad account altrui e non identifica l’autore.

Contenuti di un account violato da fissare: dove si trovano, con quale strumento TrueScreen si certificano, quando e perché
Cosa fissare Dove si trova Strumento TrueScreen Quando e perché
Post e commenti dell’hacker Diario, gruppi Forensic Browser, Web Browsing Acquisition della TrueScreen App, Browser Extension se conta la rapidità Ad account in sicurezza, se ancora visibili: possono sparire
Messaggi e richieste di denaro inviati Messenger del titolare Forensic Browser su Messenger web, registrazione dello schermo nella TrueScreen App Mostrano che cosa è stato inviato a nome della vittima
Richieste ricevute dai contatti Telefono del contatto Registrazione dello schermo nella TrueScreen App, se è d’accordo e solo per quella conversazione Si certificano finché sono visibili
Accessi e impostazioni modificate Sezione delle impostazioni dedicata a sicurezza e accessi Registrazione completa del Forensic Browser o Web Browsing Acquisition della TrueScreen App, con il Login dentro la sessione Prima si mette in sicurezza l’account; l’elenco si cattura solo se si può fare senza ritardo
Email di avviso di Meta Casella di posta Mail Certification, inoltro all’indirizzo dedicato del workspace da un mittente abilitato Solo email autentiche; certificata dal momento in cui TrueScreen la riceve
Screenshot già fatti Galleria o computer Certificazione come file, da TrueScreen App o Portal Da controllare prima (codici, dati di terzi): la certificazione li data da quel momento; non mostra quando sono stati creati
  1. Certificare i post ancora visibili e le email di avviso

    Una volta messo in sicurezza l’account, e da un dispositivo di cui ci si fida, se un post dell’hacker è ancora visibile la Browser Extension lo acquisisce dalla sessione già aperta, prima che venga cancellato. Anche le email di avviso di Meta si possono certificare con la Mail Certification, inoltrandole all’indirizzo dedicato del workspace: TrueScreen certifica solo le email di un mittente abilitato, quindi chi inoltra dal proprio indirizzo deve averlo abilitato. Dopo un attacco circolano email false di sicurezza: si inoltrano solo quelle che si riconoscono come autentiche, dopo averne usato eventuali link o codici di sicurezza, e l’email certificata non va diffusa oltre l’avvocato o la polizia.

  2. Certificare dal proprio profilo i contenuti dell’hacker

    Con l’account di nuovo sotto controllo, la registrazione completa del Forensic Browser da computer o la Web Browsing Acquisition della TrueScreen App da telefono acquisiscono post, messaggi inviati, accessi e impostazioni. Il Login si fa dentro la sessione di acquisizione; password, codici di verifica e codici di recupero (anche quelli dell’autenticazione a due fattori) non devono comparire nella registrazione. Le conversazioni Messenger mostrano nomi e messaggi di altre persone: si aprono solo quelle che servono, e il pacchetto si consegna solo all’avvocato o alla polizia. Per le chat vale la guida per certificare una conversazione Messenger.

  3. Conservare e verificare il pacchetto

    Ogni certificazione resta nell’archivio del workspace, visibile nel Portal e organizzabile in cartelle, e non va pubblicata sui social. Si può verificare in modo indipendente da TrueScreen, per esempio sul verificatore pubblico.

In conclusione

Con un account Facebook hackerato l’ordine conta: prima il recupero con le procedure di Meta e l’avviso ai contatti, poi, una volta messo in sicurezza l’account, finché sono visibili e lo si può fare in sicurezza, la conservazione di ciò che l’hacker ha pubblicato o inviato. Una prova certificata di post, messaggi e richieste di denaro può aiutare a sostenere la denuncia e a mostrare cosa è comparso sul profilo, mentre la valutazione del caso resta all’avvocato e agli inquirenti.

Domande frequenti sull’account Facebook hackerato

Come si denuncia un profilo Facebook hackerato alla Polizia Postale?

La denuncia o, se il reato la richiede, la querela per un profilo Facebook hackerato si presenta alla Polizia Postale o a un altro ufficio di polizia. La segnalazione sul sito del Commissariato di PS Online non sostituisce la denuncia. Si può denunciare anche senza prove, ma allegarle può aiutare: TrueScreen certifica post e messaggi comparsi a nome della vittima in forma verificabile da chi indaga.

Cosa fare per i post pubblicati dall’hacker sul proprio profilo?

Chi legge un post può collegarlo al titolare del profilo. Documentare può aiutare a mostrare che cosa è comparso sul profilo; un avvocato può dire se ci sono conseguenze da valutare. Con TrueScreen si certifica il post così come appariva sul profilo, con data e ora; la certificazione non dice chi l’ha scritto, e le responsabilità le valutano l’avvocato e il giudice.

Che differenza c’è tra account hackerato e account clonato?

Un account Facebook hackerato è il profilo reale della vittima, preso da qualcun altro con un accesso non autorizzato. Un profilo Facebook clonato è invece un profilo nuovo che copia nome e foto della vittima senza entrare nel suo. Il primo può rientrare nell’art. 615-ter c.p.; il secondo può rientrare nella sostituzione di persona (art. 494): ne parla l’articolo sul furto di identità e gli account clonati.

Fonti e verifiche

Ogni dato e ogni principio citato rimanda alla sua fonte, indicata qui con tipo e data. Link controllati alla data di pubblicazione.

Fonti citate nell’approfondimento, con tipo, data e motivo della citazione
Fonte Tipo Dati Per che cosa è citata
Meta, recupero di un account hackerato Documento 27/10/2026 procedura ufficiale di recupero
Meta, Centro assistenza: account compromessi Documento 27/10/2026 percorsi ufficiali di recupero
Art. 615-ter c.p. Norma 1930 (testo vigente) accesso abusivo a sistema informatico, pena e procedibilità
Art. 494 c.p. Norma 1930 sostituzione di persona come possibile reato concorrente
Art. 640-ter c.p. Norma 1930 (testo vigente) frode informatica con indebito utilizzo dell’identità digitale come possibile reato concorrente
Meta, linee guida per le forze dell’ordine Documento 27/10/2026 conservazione dei dati per 90 giorni su richiesta delle autorità
Commissariato di PS Online Documento 27/10/2026 segnalazioni online alla Polizia Postale
Polizia Postale, dati 2025 Indagine 2026 segnalazioni ricevute dal Commissariato di PS Online nel 2025

Fissare le prove, dopo aver messo in sicurezza l’account

Post, messaggi e richieste di denaro inviati da un account violato si certificano con TrueScreen dal computer o dal telefono, finché sono visibili e lo si può fare in sicurezza, in una forma verificabile da consegnare all’avvocato o agli inquirenti.

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Redazione TrueScreen

Questa sezione è curata dalla redazione di TrueScreen, che riunisce competenze di informatica forense, diritto delle prove digitali e conformità normativa. Ogni contenuto è verificato sulle fonti primarie: testi di legge, sentenze pubblicate, norme tecniche e documentazione ufficiale, sempre citate nel corpo del testo.