Come si falsifica uno screenshot: data, luogo e messaggi che non c’erano
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Uno screenshot falso richiede pochi minuti e nessuna competenza: una data e un luogo incisi in un angolo, un messaggio copiato dove non c’era mai stato, metadati che dicono che l’immagine viene da un telefono Samsung. Tutto quello che uno screenshot di chat “prova” gli si può scrivere dentro dopo. Questa guida mostra come si falsifica uno screenshot passo per passo, e poi perché uno screenshot non ha mai provato niente da solo.
Per farlo usiamo GoTamper.it, uno strumento completo, gratuito e pubblico per modificare qualsiasi tipo di file (foto, video, screenshot, PDF, audio) direttamente nel browser: niente viene caricato, niente viene salvato. La chat usata qui è inventata: nomi e messaggi sono di fantasia.
Questa guida fa parte di una serie che comincia con come capire se una foto è AI.
Falsificare uno screenshot in quattro passi
Passo 1: carica lo screenshot
Trascina lo screenshot su GoTamper.it. Il nostro è una chat su una consegna e uno sconto, 1170 per 2340 pixel, senza nessun metadato: uno screenshot non ha mai dentro una fotocamera, una data o un luogo. È la prima cosa da ricordare.
Passo 2: incidi una data e un luogo nei pixel
Apri la scheda Testo in sovraimpressione e premi Data e luogo. GoTamper.it scrive la data corrente, l’ora e il luogo che hai scelto in un angolo dell’immagine, nei pixel, come il timbro di un’app fotocamera. Il nostro dice 20/09/2026, 18:43, Milano.
Passo 3: fai comparire un messaggio
Apri la scheda Alterazioni e muovi il cursore Clone patch. Copia una zona dell’immagine su un’altra: in una chat, fa ricomparire messaggi precedenti più in basso, dove non c’erano mai stati. GoTamper.it lo fa in modo volutamente grezzo, per mostrare il meccanismo; una mano paziente con qualsiasi editor di immagini lo fa pulito.
Passo 4: dagli un telefono, una data e una posizione
Nella scheda Metadati scegli Riscrivi e usa il generatore: Samsung, smartphone, Italia, ultimo mese. Lo screenshot adesso porta un Galaxy S24 Ultra, One UI 5.1, coordinate a Milano e una data di inizio settembre. Apri Risultato e scarica: 0 campi prima, 18 dopo.
Risultato: una chat mai avvenuta, con data, luogo e telefono allegati.
Oppure generalo da zero con l’AI
Se lo screenshot deve dire esattamente quello che vuoi, non serve nemmeno averne uno vero da modificare: un generatore di immagini AI lo crea da una descrizione. Abbiamo chiesto a Gemini una chat con tema scuro, un contatto con quel nome, cinque messaggi con gli orari e la barra di stato, e in meno di un minuto abbiamo avuto l’immagine qui accanto. I nomi, lo sconto del 20% e la spedizione gratuita sono tutti nel prompt. Caricala su GoTamper.it e il passo 4 le dà un telefono, una data e un luogo come a qualsiasi altro screenshot.
Anche uno screenshot generato con l’AI, però, lascia i suoi segni. Questo è 768 per 1376 pixel, una misura che nessuno schermo di telefono usa, e arriva con le Content Credentials che dichiarano, dentro il file, che è stato generato da un algoritmo e firmato da Google:
$ c2patool chat-ai.png claim_generator : Google C2PA Core Generator Library digitalSourceType : trainedAlgorithmicMedia signature issuer : Google LLC signature time : 2026-09-20T16:48:55+00:00 $ exiftool -ImageSize chat-ai.png Image Size : 768x1376
Un clic nella scheda Metadati le toglie, come mostra come togliere le Content Credentials. Un file senza Content Credentials non è per questo sospetto: dice meno. Ed è proprio il problema di una chat generata: dietro non c’è nessuna app, nessun telefono e nessun server, quindi non c’è niente con cui confrontarla.
Che cosa mostra la riga di comando
Lo stesso controllo con ExifTool. Prima, lo screenshot non ha niente da dire se non le sue dimensioni:
$ exiftool -Make -Model -Software -DateTimeOriginal -GPSLatitude -ImageSize screenshot.jpg Image Size : 1170x2340
Dopo, dichiara un telefono, una data e un luogo. E tiene le sue dimensioni, ed è lì che la storia si rompe:
$ exiftool -Make -Model -Software -DateTimeOriginal -GPSLatitude -ImageSize screenshot-fake.jpg Make : samsung Model : SM-S928B Software : One UI 5.1 Date/Time Original: 2026:09:02 10:07:46 GPS Latitude : 45 deg 28' 58.32" N Image Size : 1170x2340
Che cosa continua a tradire il trucco
Uno screenshot è la foto di uno schermo, e ogni modifica lascia un segno:
- 1170 per 2340 pixel è uno schermo di iPhone; un Galaxy S24 Ultra fa screenshot a 1440 per 3120. I metadati e l’immagine raccontano due storie diverse;
- uno screenshot non ha nessun metadato di fotocamera: qualsiasi campo di fotocamera, obiettivo o GPS in uno screenshot è stato aggiunto dopo;
- il timbro della data nell’angolo è testo disegnato, con bordi e antialiasing diversi dal resto dell’interfaccia;
- le bolle clonate sono identiche, pixel per pixel, alle originali, e la zona clonata ha bordi netti;
- uno screenshot generato con l’AI ha una misura che nessun telefono usa e, finché qualcuno non le toglie, Content Credentials che dicono che è stato generato;
- l’app conserva la conversazione vera, su entrambi i telefoni e spesso su un server: uno screenshot è la copia di una copia.
Falsificare uno screenshot è facile; difendere uno screenshot falso no. Lo hanno detto i giudici: la Cassazione, con la sentenza 6024/2026, ha accettato uno screenshot come prova solo perché un’acquisizione forense lo confermava, come spiega il nostro articolo su quella sentenza. Uno screenshot da solo è un’affermazione, non una prova.
Perché non cambia nulla per una prova certificata
Uno screenshot è un’immagine; quello che va provato è cosa è successo sullo schermo. È questo che TrueScreen certifica. Forensic Browser e l’estensione per Chrome ed Edge acquisiscono la sessione di navigazione stessa, pagina per pagina, con il traffico di rete, e la sigillano con l’impronta del file, un sigillo digitale ufficiale e una marca temporale qualificata, riconosciuti internazionalmente, in un report che chiunque può verificare. Sul telefono, l’App TrueScreen fa lo stesso per foto e video.
Timbra, clona e riscrivi uno screenshot quanto vuoi: non corrisponderà mai a una sessione certificata, ed è la sessione certificata quello che chiede un giudice. Come certificare uno screenshot mostra i passaggi.
Domande frequenti sugli screenshot falsi
Come si falsifica uno screenshot?
Con qualsiasi editor di immagini, o con GoTamper.it nel browser: una data e un luogo incisi nell’angolo, un messaggio clonato dove non c’era, metadati di fotocamera riscritti. Ci vogliono minuti. Il punto di questa guida è quello che succede dopo: ognuna di quelle modifiche lascia una traccia, e uno screenshot non ha mai provato niente da solo.
Si può capire se uno screenshot è falso?
Spesso sì. Le dimensioni dell’immagine e il telefono nei metadati non concordano, il testo timbrato ha bordi diversi, le bolle clonate sono identiche alle originali, e la conversazione vera esiste ancora nell’app e sui suoi server. Quello a cui uno screenshot falso non sopravvive è il confronto con la fonte.
Uno screenshot vale come prova?
Solo con qualcosa che lo sostenga. La Cassazione, con la sentenza 6024/2026, ha accettato degli screenshot perché un’acquisizione forense li confermava; da soli chiunque può contestarli.
Come dimostro cosa mostrava davvero una pagina web o una chat?
Certificando la sessione, non l’immagine. Con Forensic Browser o con l’estensione TrueScreen la sessione di navigazione viene acquisita e sigillata con una marca temporale qualificata in un report che chiunque può controllare, fuori dal file. Lo screenshot diventa un allegato; la prova è il report.
La sessione, non lo screenshot
Con Forensic Browser e l’estensione TrueScreen la sessione di navigazione viene certificata con una marca temporale qualificata e un sigillo digitale ufficiale: lo screenshot diventa un allegato, la prova è il report.
Redazione TrueScreen
Questa sezione è curata dalla redazione di TrueScreen, che riunisce competenze di informatica forense, diritto delle prove digitali e conformità normativa. Ogni contenuto è verificato sulle fonti primarie: testi di legge, sentenze pubblicate, norme tecniche e documentazione ufficiale, sempre citate nel corpo del testo.
