Escrow: cos’è, come funziona e quali strumenti servono
L'escrow è un accordo con cui un terzo neutrale e imparziale custodisce denaro, beni o documenti fino all'avveramento di condizioni contrattuali predefinite, rilasciandoli poi al beneficiario o restituendoli al depositante. Il meccanismo risolve un problema di sequenza: nessuna delle parti deve eseguire per prima, perché a ricevere per primo è un soggetto senza interesse all'esito. Il termine viene dal francese antico escroe, il rotolo di pergamena affidato a un terzo perché lo conservasse fino al momento in cui l'atto avrebbe avuto efficacia, e quella logica di custodia intermedia è rimasta intatta. Nella prassi italiana lo stesso istituto compare come deposito fiduciario condizionato, deposito a garanzia o acconto di garanzia. Un escrow, però, ha due metà: la custodia del valore economico e la custodia della documentazione. La prima è un problema di conto. La seconda è un problema di prova, e non si risolve con lo stesso strumento.
Negli ultimi anni è cambiato l'oggetto del contendere. Il fascicolo che una volta stava in cassaforte oggi viaggia su una data room, e le condizioni di svincolo dipendono da quello che contiene: bilanci, perizie, contratti, codice. Il depositario tradizionale sa attestare di aver ricevuto un plico. Quello che non sa attestare è se il file riconsegnato oggi sia identico a quello depositato allora, e chi vi abbia messo mano nel tempo trascorso.
Un escrow tiene solo se entrambe le sue metà sono dimostrabili. La custodia del valore economico resta compito di banche, notai e società fiduciarie. La custodia della documentazione richiede strumenti capaci di sigillare ogni file al momento del deposito e di certificare ogni accesso successivo.
Che cos'è l'escrow
L'escrow è il contratto con cui due parti di un rapporto principale affidano a un terzo la custodia di denaro, beni o documenti, vincolandone la consegna all'avveramento di condizioni definite in anticipo. Il terzo non è arbitro e non entra nel merito: esegue istruzioni. Le parti accettano di privarsi della disponibilità del bene proprio perché nessuna delle due può poi riprenderselo da sola.
Escrow, deposito fiduciario, deposito a garanzia: la terminologia italiana
In italiano l'escrow è indicato come deposito fiduciario condizionato, deposito a garanzia o acconto di garanzia: sono formule equivalenti che descrivono lo stesso meccanismo. La voce enciclopedica italiana più consultata, quella che alimenta il pannello informativo di Google sul termine, usa acconto di garanzia. La prassi notarile preferisce deposito fiduciario condizionato, che ha il pregio di esplicitare la condizione. Banche e società fiduciarie parlano di conto vincolato o di conto dedicato quando l'oggetto è una somma. Il linguaggio corrente confonde poi due cose che restano distinte: l'escrow agreement è il contratto, l'escrow account è il conto su cui la somma viene materialmente vincolata. Chi cerca il significato di escrow account cerca il secondo. La forma ibrida conto escrow è ormai corrente negli atti italiani, mentre nella dottrina il depositario compare talvolta come escrow holder.
La natura giuridica: un contratto atipico nell'ordinamento italiano
L'escrow non è tipizzato nel codice civile: si fonda sull'autonomia contrattuale riconosciuta dall'articolo 1322, comma 2, che ammette contratti atipici purché diretti a interessi meritevoli di tutela. Da qui la qualificazione ricorrente in dottrina: contratto atipico, trilaterale, a contenuto fiduciario, collegato al contratto principale ma da esso autonomo, con funzione di garanzia. Sul piano pratico l'autonomia pesa parecchio. Se la compravendita si risolve, il contratto di escrow le sopravvive quel tanto che basta a regolare la restituzione, ed è questo il motivo per cui le condizioni vanno scritte pensando anche allo scenario in cui il contratto principale non arrivi a esecuzione.
Escrow e istituti civilistici affini nel diritto italiano
L'escrow assomiglia a più istituti tipici senza coincidere con nessuno, e la differenza si gioca su chi custodisce, con quale funzione e con quanta discrezionalità. La tesi che analizza in modo sistematico l'escrow e gli istituti civilistici affini imposta il confronto su deposito, sequestro convenzionale, caparra e mandato.
| Istituto | Chi custodisce | Funzione | Quando conviene |
|---|---|---|---|
| Escrow, contratto atipico ex art. 1322 c.c. | Terzo neutrale scelto da entrambe le parti | Garanzia dell'esecuzione, con rilascio condizionato | Prestazioni non simultanee e condizioni verificabili |
| Deposito, artt. 1766 ss. c.c. | Depositario incaricato dal solo depositante | Custodia e restituzione della cosa | Serve conservare, senza vincolo verso un terzo |
| Sequestro convenzionale, art. 1798 c.c. | Terzo scelto dalle parti in lite | Sottrarre il bene conteso ai litiganti | La controversia è già insorta |
| Caparra confirmatoria, art. 1385 c.c. | La controparte contrattuale | Liquidazione anticipata del danno | Rapporti bilaterali senza terzo custode |
| Mandato, artt. 1703 ss. c.c. | Mandatario nell'interesse del mandante | Compimento di atti per conto altrui | Serve gestione attiva, non custodia neutrale |
Il sequestro convenzionale presuppone una lite in corso, mentre l'escrow serve a evitarla. Rispetto al deposito ordinario, l'escrow aggiunge la trilateralità e il vincolo condizionale, che tolgono al depositante il potere di chiedere la restituzione quando vuole.
Quando si ricorre all'escrow
Si ricorre all'escrow ogni volta che le prestazioni non possono essere simultanee e una parte resta esposta al rischio dell'altra per un intervallo apprezzabile. Più l'attesa è lunga, e più le condizioni dipendono da verifiche documentali, più il deposito presso un terzo diventa la struttura naturale dell'operazione.
Operazioni straordinarie e compravendita di partecipazioni
Nelle acquisizioni societarie l'escrow è la norma. Lo studio annuale sui termini contrattuali pubblicato da SRS Acquiom, condotto su oltre 2.200 acquisizioni di target privati chiuse tra il 2019 e il 2024, rileva che oltre tre quarti dei deal prevedono un escrow dedicato alla rettifica del prezzo, con dimensione mediana intorno all'1% del valore dell'operazione e rettifica media effettivamente dovuta agli acquirenti pari a circa lo 0,9%. Accanto a questo opera l'escrow indennitario, che vincola una porzione del corrispettivo a garanzia delle dichiarazioni del venditore, di regola per dodici o ventiquattro mesi dal closing.
Immobiliare, cessione di asset e proprietà intellettuale
Nella compravendita immobiliare il deposito protegge l'intervallo tra stipula e trascrizione, quando possono comparire gravami pregiudizievoli. Nelle cessioni di asset copre passività emerse in due diligence e non ancora quantificate. Cambia invece il baricentro nelle operazioni su proprietà intellettuale, dove l'oggetto è documentale prima che monetario: prove di priorità inventiva, cataloghi di opere, registri di licenze. Ricorrente in Italia è poi la cessione di crediti fiscali, con il corrispettivo che si svincola solo dopo la verifica sulla cedibilità.
Contratti internazionali, appalti e licenze software
Nei rapporti transfrontalieri l'escrow supplisce all'incertezza sul foro e sull'esecuzione, perché un depositario in giurisdizione neutrale è comunque più rapido di qualunque azione esecutiva. Negli appalti e nel partenariato pubblico privato il deposito garantisce riserve e collaudi. Nelle licenze software l'oggetto diventa il codice, insieme alla documentazione necessaria a tenere in vita l'applicazione se il fornitore viene meno.
Transazioni online e marketplace
I marketplace strutturati trattengono il pagamento fino alla conferma di consegna: è un escrow gestito dalla piattaforma, con condizioni standardizzate e non negoziate, in cui il depositario coincide con l'intermediario commerciale. Regge per importi contenuti e verifiche automatiche, molto meno quando il rilascio dipende da una valutazione.
Chi sono le parti e chi può fare da escrow agent
Le parti di un escrow sono tre: il depositante, che consegna la somma o il bene, il beneficiario, che la riceverà se le condizioni si avverano, e l'escrow agent, che custodisce ed esegue. Le prime due sono già parti del contratto principale, il terzo entra solo nel contratto di deposito.
Depositante, beneficiario e agente: ruoli e responsabilità
Il depositante conserva la titolarità di ciò che deposita ma ne perde la disponibilità, e in questo consiste la garanzia. Il beneficiario non acquista un diritto immediato, bensì un'aspettativa condizionata. L'escrow agent ha obblighi di custodia e di esecuzione, non di giudizio: riscontra che gli sia stata presentata la documentazione prevista, non che il presupposto sostanziale esista davvero. Confondere i due piani è la causa più frequente di conflitto, perché una parte si aspetta che il depositario accerti e il depositario si limita a riscontrare. Sul depositario grava comunque, per analogia con gli articoli 1766 e seguenti del codice civile, l'obbligo di custodire con diligenza.
Notaio, banca, società fiduciaria, avvocato: chi fa cosa in Italia
In Italia non esiste un albo di escrow agent: il ruolo è svolto di fatto da notai, banche, società fiduciarie e, entro i limiti deontologici, avvocati. La scelta non è indifferente, perché cambiano le tutele accessorie. Per il notaio, il conto corrente dedicato e il deposito del prezzo sono disciplinati dalla legge 27 dicembre 2013 n. 147, articolo 1, commi 63-67, come modificati dalla legge 4 agosto 2017 n. 124, in vigore dal 29 agosto 2017. Le somme su quel conto costituiscono patrimonio separato: non cadono in successione, non entrano in comunione legale, sono impignorabili dai creditori del notaio e non aggredibili da quelli del venditore. Su richiesta di parte, il saldo del prezzo resta trattenuto fino all'esecuzione della trascrizione. La modifica del 2017 ha reso il deposito del prezzo facoltativo: opera solo se richiesto e conformemente all'incarico espressamente conferito.
Quando il notaio assume il ruolo di depositario in un escrow agreement il piano cambia, come chiarisce l'analisi di Federnotizie sull'escrow agreement: lì il vincolo nasce dalla legge, qui dal contratto atipico, e la responsabilità si misura sulle istruzioni ricevute. Il D.Lgs. 183/2021, che ricorre spesso a proposito del conto dedicato, riguarda invece i conferimenti in denaro per le società a responsabilità limitata costituite online. Le banche offrono conti escrow standardizzati, affidabili sul piano operativo ma poco flessibili quando la verifica richiede una valutazione. Le società fiduciarie permettono di vincolare anche partecipazioni e beni non liquidi. L'avvocato, infine, può ricevere somme in deposito fiduciario nell'ambito del mandato, con obblighi deontologici stringenti di separazione e rendicontazione.
A cosa serve davvero: i rischi che l'escrow neutralizza
L'escrow rende ininfluente la fiducia reciproca. Sostituisce un giudizio soggettivo sull'affidabilità della controparte con un meccanismo oggettivo: chi adempie ottiene, chi non adempie non ottiene, e la decisione non passa da nessuna delle due parti. Nella pratica il vantaggio si misura soprattutto in tempo di negoziazione risparmiato.
Inadempimento e simultaneità delle prestazioni
In una cessione di partecipazioni il venditore non vuole trasferire prima di essere pagato, il compratore non vuole pagare prima di avere quote libere da vincoli. Il deposito presso un terzo trasforma due prestazioni successive in un'unica operazione a esito controllato, e conserva capienza per pretese che si manifesteranno mesi dopo il closing.
Contestazioni su cosa è stato depositato, in che stato e quando
Un escrow neutralizza due rischi, non uno. Il primo è il rischio di inadempimento sul valore economico. Il secondo è il rischio di contestazione su che cosa è stato depositato, in che stato e in quale momento. È il rischio che i contratti trascurano e che i contenziosi riportano al centro: quando il beneficiario attiva la richiesta, la discussione verte su quale versione del documento fosse in deposito e su chi vi abbia messo mano. L'articolo 2712 del codice civile attribuisce alle riproduzioni informatiche piena efficacia probatoria dei fatti rappresentati, ma solo se chi le subisce non ne disconosce la conformità. Il disconoscimento è gratuito, ribaltarlo richiede prova. La norma ISO/IEC 27037, che fissa le linee guida per identificazione, raccolta, acquisizione e conservazione delle prove digitali, indica ciò che serve a ribaltarlo: integrità verificabile e continuità documentata della custodia.
Come funziona: dall'accordo al rilascio
Un escrow funziona in sequenza chiusa: le parti definiscono le condizioni prima del deposito, depositano, il depositario verifica documenti e non fatti, e infine rilascia o restituisce. Ogni margine di discrezionalità lasciato all'agente in fase di rilascio toglie certezza al meccanismo, e va concesso sapendo che cosa comporta.
Che cosa deve contenere un escrow agreement
Un escrow agreement completo identifica le parti e l'oggetto esatto del deposito, descrive le condizioni di rilascio in termini verificabili documentalmente e regola ciò che accade quando le cose non vanno come previsto. Chi cerca un modello da compilare cerca in realtà questa lista, perché è qui che si decide se il contratto reggerà. Non possono mancare l'accettazione espressa dell'incarico da parte del depositario; la descrizione analitica di somme, beni o documenti, con identificazione univoca; le condizioni di rilascio formulate come eventi accertabili e non come valutazioni; la documentazione che il beneficiario deve produrre per lo svincolo; i termini entro cui l'agente provvede; la disciplina del dissenso e delle istruzioni contrastanti; il regime degli interessi maturati; i compensi e chi li sopporta; la durata massima; la legge applicabile e il foro. Formule elastiche come inadempimento rilevante o termine ragionevole restano la prima causa di lite interpretativa.
La clausola di escrow nel contratto principale
La clausola di escrow inserita nel contratto principale non sostituisce l'escrow agreement: lo impone. Obbliga le parti a costituire il deposito entro un termine, individua il depositario o il criterio per sceglierlo, e stabilisce che il mancato perfezionamento è a sua volta inadempimento. Senza questo aggancio, chi si è già garantito altrimenti può ritardare il deposito e usarlo come leva.
Verifica delle condizioni e rilascio o restituzione
Il funzionamento di un escrow, dall'accordo iniziale fino allo svincolo, si articola in passaggi che conviene tenere distinti anche in redazione:
- Le parti negoziano le condizioni di rilascio e le formalizzano nella clausola del contratto principale.
- Viene stipulato l'escrow agreement con il depositario, che accetta l'incarico e le istruzioni.
- Il depositante trasferisce le somme sul conto vincolato o consegna i documenti in deposito.
- Al verificarsi dell'evento, la parte interessata presenta la documentazione prevista.
- Il depositario la riscontra rispetto alle istruzioni ricevute.
- Il depositario rilascia al beneficiario, oppure restituisce al depositante se le condizioni non si sono avverate nel termine.
Se le condizioni non si avverano il depositato torna al depositante: è l'esito ordinario, e va scritto con la stessa precisione di quello positivo. Davanti a istruzioni contrastanti l'agente non decide: sospende, notifica il conflitto e, quando il contratto lo prevede, ricorre al deposito giudiziale restando estraneo al merito.
Le famiglie di escrow: denaro, documenti, codice sorgente
L'escrow si declina in famiglie distinte per oggetto del deposito: denaro, documenti e informazioni, codice sorgente e dati. L'escrow di denaro è il più diffuso e coincide di fatto con l'escrow account: la somma è fungibile, e la verifica riguarda solo l'evento di rilascio. L'escrow di documenti custodisce originali, perizie, prove di priorità, corrispondenza contrattuale: qui l'oggetto non è fungibile, e il valore del deposito coincide con l'identità esatta di ciò che è stato depositato. L'escrow di codice sorgente e dati è l'unica famiglia con un mercato di fornitori specializzati che offrono il servizio come prodotto a sé, e in cui il deposito va anche verificato periodicamente per completezza. La distinzione conta perché cambia il profilo del depositario ideale: dove si custodisce denaro contano la separatezza patrimoniale e la vigilanza, dove si custodiscono documenti conta la capacità di produrre prova.
Software escrow e source code escrow
Il software escrow è l'accordo con cui uno sviluppatore deposita presso un terzo il codice sorgente, la documentazione tecnica e le credenziali necessarie a mantenere in funzione l'applicazione se il fornitore viene meno. Il source code escrow ne è la forma classica. Il SaaS escrow ne è l'evoluzione: se l'applicazione non è installata presso il cliente, depositare il solo codice non basta, e l'oggetto si estende a configurazioni e istruzioni di ridistribuzione su infrastruttura cloud. Il data escrow riguarda i dati del cliente ospitati dal fornitore. Le condizioni di rilascio tipiche sono insolvenza del fornitore, cessazione del supporto, acquisizione da parte di un concorrente del cliente e mancato rispetto reiterato dei livelli di servizio.
Gli strumenti dell'escrow: dove finisce il conto e dove inizia la custodia certificata dei documenti
Gli strumenti dell'escrow si dividono per natura dell'oggetto custodito: il denaro richiede un conto e una separatezza patrimoniale, i documenti richiedono un sigillo e un registro degli accessi. Sono due infrastrutture diverse, con quadri normativi diversi, e nella stessa operazione servono entrambe.
| Custode | Che cosa custodisce | Che cosa dimostra | Quadro di riferimento |
|---|---|---|---|
| Banca | Somme su conto vincolato o dedicato | Esistenza del saldo e vincolo di indisponibilità | Contratto di conto corrente, condizioni di svincolo |
| Notaio | Somme sul conto dedicato, atti e documenti in deposito | Separatezza patrimoniale delle somme, data certa del deposito | L. 147/2013, art. 1, commi 63-67, come modificati dalla L. 124/2017 |
| Società fiduciaria | Somme, partecipazioni, beni mobili | Intestazione fiduciaria e rendicontazione al fiduciante | Normativa sulle società fiduciarie |
| Depositario digitale documentale | File, fascicoli, dataset, codice | Integrità del file al deposito, momento certo, tracciabilità certificata degli accessi | Reg. UE 910/2014 (eIDAS), ISO/IEC 27037, art. 2712 c.c. |
Custodia del denaro: conto vincolato, conto dedicato del notaio, società fiduciaria
La custodia del denaro è un piano finanziario che richiede soggetti vigilati, e TrueScreen non lo copre né intende coprirlo. Il conto vincolato bancario blocca la somma e la svincola al ricorrere delle condizioni. Il conto dedicato del notaio aggiunge la separatezza patrimoniale prevista dalla legge. La società fiduciaria consente di vincolare anche partecipazioni e beni mobili registrati, ed è la scelta tipica quando l'oggetto non è liquido.
Che cosa deve poter dimostrare un depositario digitale
Un depositario di documenti in escrow deve poter dimostrare quattro cose: che il file depositato è identico a quello ricevuto, in quale momento è entrato in deposito, chi vi ha avuto accesso e quando, e che il registro di questi accessi non è a sua volta alterabile. Sono requisiti verificabili, non dichiarazioni di intenti, e la differenza tra le due cose si vede soltanto quando qualcuno contesta. Il primo si soddisfa con un'impronta crittografica calcolata sul file al deposito e riverificabile in qualsiasi momento successivo. Il secondo con una marca temporale apposta secondo il Regolamento UE 910/2014, che alla validazione temporale elettronica qualificata riconosce presunzione di accuratezza della data e di integrità dei dati associati. Il terzo e il quarto con un registro degli accessi a sua volta certificato, perché un registro che l'amministratore di sistema può riscrivere non prova nulla contro chi lo gestisce.
TrueScreen è la piattaforma di certificazione dei dati che sigilla ogni file al momento del deposito con impronta crittografica e validazione temporale qualificata, e certifica ogni accesso successivo in un registro non alterabile. Non custodisce denaro, non assume il ruolo di escrow agent e non sostituisce il notaio, la banca o la società fiduciaria: affianca il loro lavoro sul piano che loro non presidiano, quello della prova documentale. Il perimetro è volutamente stretto, ed è quello in cui il deposito digitale oggi si rompe: non nella conservazione del file, che è un problema risolto da tempo e da chiunque, ma nella capacità di dimostrarne identità e storia quando qualcuno le mette in discussione a distanza di anni, davanti a un giudice o a un collegio arbitrale, con l'onere della prova a carico di chi custodiva.
Sigillo all'origine e catena di custodia certificata
Il sigillo all'origine sposta la certificazione dall'archiviazione all'acquisizione: gli elementi entrano nel fascicolo già certificati, provenendo da app, browser, estensione o dai sistemi del cliente, e non esiste una copia modificabile nel mezzo. È la differenza tra certificare un documento trovato in un archivio e certificarlo nell'istante in cui viene prodotto. La logica è quella della catena di custodia digitale applicata alle prove: la storia dell'elemento deve essere verificabile quanto l'elemento stesso. Da lì in avanti ogni caricamento, visualizzazione, scaricamento, condivisione e modifica di permesso viene certificato, non semplicemente annotato. Uno strumento come TrueScreen consente al depositario di dimostrare, anche a distanza di anni, che il documento esibito è identico a quello depositato e che nessuno vi ha avuto accesso al di fuori delle condizioni pattuite. Gli elementi restano file certificati alla fonte, con indicazione di chi li ha acquisiti e quando.
Ruoli, permessi e abilitazione di terzi al fascicolo
L'abilitazione di un terzo al fascicolo è il punto in cui un escrow documentale si espone di più, perché è lì che il perimetro si allarga oltre le parti. La gestione avviene per ruoli distinti: raccogliere, leggere, gestire, chiudere. L'invito arriva via email, ogni persona ha un ruolo per volta, e l'accesso si concede caso per caso. Il principio operativo è che ciò che una persona non può fare non può nemmeno vedere, e le parti esterne lavorano in spazi separati rispetto alle squadre interne. Studi notarili, studi legali e legal in-house usano TrueScreen per abilitare terzi alla consultazione di un fascicolo mantenendo tracciata e certificata ogni singola apertura. In una data room certificata la concessione dell'accesso in visualizzazione al legale esterno e la sua successiva apertura sono due righe distinte del registro, entrambe con orario, attribuzione e sigillo, come nella gestione certificata del fascicolo.
Reportistica probatoria e verifica di integrità
La reportistica trasforma il deposito in qualcosa di esibibile a un terzo che non ha accesso al sistema: ogni elemento certificato produce un report tecnico in PDF e JSON, con identificativo univoco. La verifica di integrità confronta il file esibito con il sigillo apposto al deposito, senza vie di mezzo tra corrispondenza e difformità. Dentro il fascicolo la ricerca opera su titolo, persona, tipo di certificazione, data e cartella, e ogni risultato apre l'originale sigillato. L'impianto segue gli standard internazionali di conservazione delle prove digitali e la struttura del tracciato di audit forense che un archivio deve avere per reggere al contraddittorio.
Applicazioni per notai, avvocati, consulenti IP e legal aziendale
Al notaio che assume un incarico di deposito documentale serve poter attestare non solo di avere ricevuto, ma che cosa: il sigillo gli consente di rispondere anni dopo sulla versione esatta custodita. Per l'avvocato che segue un escrow indennitario il terreno è quello del fascicolo di garanzia e della ammissibilità delle prove digitali che dovrà produrre a sostegno della pretesa, o per contestarla. Il consulente di proprietà intellettuale fissa la priorità di un progetto o di un dataset, e quando serve abilita il consulente di controparte alla sola consultazione, senza far uscire copie dal perimetro tracciato. Chi lavora in azienda, invece, segue più operazioni insieme: archivi, persone e procedure di divisioni diverse devono restare separati sullo stesso account, funzione nativa de la piattaforma.
Che cosa incide sul costo di un escrow
Il costo di un escrow dipende dall'importo custodito, dalla durata del deposito e dal grado di verifica richiesto al depositario. I modelli di mercato prevalenti sono la commissione in percentuale sul depositato, l'importo fisso per operazione, o la combinazione dei due con un minimo. Vanno chiesti separatamente in preventivo le spese di redazione dell'escrow agreement, il canone di tenuta del conto vincolato e gli oneri per ogni istruzione di svincolo. La variabile più sottovalutata è la discrezionalità: un rilascio automatico al ricorrere di un evento documentale costa poco, un deposito in cui l'agente deve valutare la fondatezza di una pretesa costa molto di più. Per il deposito documentale il criterio cambia natura, perché non c'è una somma su cui calcolare una percentuale: pesano il volume del fascicolo, i soggetti abilitati e la durata della conservazione.
Nelle operazioni in cui il fascicolo pesa quanto il prezzo, la custodia certificata dei documenti con TrueScreen affianca il conto vincolato invece di sostituirlo. Sono due depositi paralleli, con due depositari diversi, che rispondono a due domande diverse: dove sono i soldi e che cosa è stato depositato.
Errori ricorrenti da verificare prima di firmare
Gli errori che compromettono un escrow si concentrano nella redazione, non nell'esecuzione. Il più frequente è formulare le condizioni di rilascio con termini valutativi anziché documentali, il che trasferisce sull'agente una decisione che non gli compete. Seguono la disciplina sommaria dello scenario negativo, quando la restituzione al depositante è invece l'esito più comune nei depositi indennitari; l'assenza di una durata massima; il silenzio sul regime degli interessi maturati; e la mancanza di istruzioni sul comportamento dell'agente davanti a richieste contrastanti.
Sul piano documentale l'errore ricorrente è depositare un file senza fissarne l'identità: senza impronta crittografica e senza momento certo, il deposito prova che qualcosa è stato consegnato, non che cosa.
Un'avvertenza a parte meritano gli escrow informali offerti su canali di messaggistica e forum, spesso in ambito di scambi in valuta digitale. Non c'è un depositario identificabile, non c'è un contratto, non c'è verificabilità di ciò che viene custodito, e il meccanismo è un vettore di truffa noto. Un escrow senza un soggetto responsabile e senza un accordo scritto non è un escrow: è un pagamento anticipato a uno sconosciuto.
